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Volkswagen Passat: dopo otto serie e 50 anni, pronta a voltare pagina

Otto generazioni e mezzo secolo di storia, un'auto ideale per le famiglie come per i professionisti, un modello universale, capace di penetrare tutti e tre i principali universi del mercato automobilistico: Cina, Usa ed Europa. Eppure, anche la Passat è un capitolo della storia di Volkswagen destinato a chiudersi. E non c'è da stupirsi: se la rivoluzione elettrica cancellerà dai listini la punta di diamante Golf, il secondo violino della gamma non poteva sottrarsi al medesimo destino. Secondo gli attuali piani di Wolfsburg, infatti, nel 2023 la berlina di segmento D lascerà spazio a un modello a batteria, la ID Aero, a cinquant'anni esatti dall'esordio (correva l'anno 1973). Rispetto alla Golf, tuttavia, va fatto un distinguo importante: il nome Passat continuerà a circolare per un po' di anni prima che un'elettrica ne prenda il posto, grazie alla versione station wagon, la Variant, per la quale è invece prevista una nona generazione, ancora all'insegna del motore endotermico.

Ieri. L'originale parlava un po' di italiano. Realizzata sfruttando la base meccanica dell'Audi 80 (auto dell'anno nel '73), la prima serie (nemmeno 4,20 metri di lunghezza, ma con interni spaziosi) sfoggiava un design firmato Giorgetto Giugiaro, al quale la Volkswagen aveva commissionato non solo la Golf, ma una famiglia di vetture. Di cui la Passat fu la prima a esordire. Linee tese e spigoli donavano alla carrozzeria forme squadrate che sono state solo leggermente ammorbidite nella seconda generazione (1981), comunque immediatamente riconoscibile come Passat. O Dasher, Santana, Quantum, Corsar, a seconda di come questo modello veniva chiamato nei vari Paesi d'approdo. La media tedesca, infatti, nasceva cittadina del mondo, essendo assemblata a varie latitudini: in Germania (a Emden), ma anche Spagna, Brasile, Messico, Cina, Giappone e Sudafrica, per citare alcune delle sue dimore produttive. La terza serie è giunta nel 1988 in Europa e successivamente in altri mercati. Costruita stavolta su una piattaforma Volkswagen, superava di slancio i 4 metri e mezzo di lunghezza (4,58 per l'esattezza), si presentava con un frontale privo di mascherina e montava il motore in senso trasversale (e non più longitudinale). Cinque anni dopo, un abile lavoro di maquillage ha dato vita alla B4: tecnicamente più un restyling che una vera e propria nuova generazione, ma il look cambiava in modo sensibile, tanto da indurre la Casa a battezzarla come quarta serie. Il vero salto, però, lo ha compiuto il modello introdotto nella seconda metà degli anni Novanta. La Passat B5 puntava ad alzare l'asticella sia sotto il profilo tecnico che della qualità (montaggi, materiali, stile) pur rimanendo un'auto, nel suo segmento, abbastanza accessibile. Tale andazzo è proseguito con il successivo restyling e le seguenti generazioni, aumentando progressivamente confort di marcia ed eleganza dell'auto. Il settimo capitolo della Passat (2010-2014) ha aperto anche la parentesi della CC (Confort-Coupé): una variante a quattro porte con tetto sfuggente, intesa quasi come un modello a sé stante, tant'è che a un certo punto veniva chiamata solo “CC”, ma dalla scarsa fortuna (e storia breve). La Passat numero otto, eletta auto dell'anno nel 2015, ha poi sublimato l'evoluzione della specie raggiungendo dimensioni (4,77 metri di lunghezza) quasi da ammiraglia e una qualità di livello premium. A prezzi, però, sempre più lontani dalla vocazione popolare di questo modello.

Oggi. L'attuale Passat è figlia del restyling, datato 2019, dell'ottava generazione. Un aggiornamento improntato soprattutto sulle tecnologie di connettività, assistenza alla guida, infotainment e sicurezza. Inizialmente è stata proposta, come sempre, nella doppia versione berlina e station wagon, con una gamma incentrata su motorizzazioni a gasolio affiancate da alternative a benzina e dalla GTE, la variante ibrida plug-in da 218 CV. Quest'ultima oggi non è più a listino e, dall'autunno del 2020, la Passat è commercializzata in Italia solamente come wagon (Variant). Una scelta che, come vedremo tra un attimo, in qualche modo anticipa il futuro a medio termine di questo modello.

Domani. Nel 2023 (prima in Cina e soltanto qualche mese dopo negli altri mercati) la Volkswagen ID Aero erediterà dalla Passat il ruolo della berlina superiore globale. Realizzata sulla piattaforma Meb, la tre volumi elettrica sarà, dopo la ID.4, la seconda world car del brand tedesco: parliamo di una vettura di quasi cinque metri di lunghezza che, grazie a un pacco batterie di 77 kWh e un'aerodinamica molto curata (0,23 il Cx), promette percorrenze di circa 600 km con un ciclo di carica. La vocazione da passista della sua antenata, dunque, sarà in qualche modo ereditata (anche se con chilometraggi non certo paragonabili a quelli di una Passat TDI), al pari della capacità di offrire ai passeggeri abbondante spazio a bordo, grazie alle facilitazioni che la piattaforma elettrica offre in fase progettuale. Il cambio di paradigma, comunque, sarà molto forte. Ma gli infaticabili agenti di commercio o i papà giramondo potranno ancora contare su un modello a combustione, nella sola declinazione Variant, per la quale la Volkswagen ha programmi differenti. La nona generazione della Passat wagon dovrebbe entrare in produzione a cavallo tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024. Assemblata nella fabbrica di Bratislava sulla stessa linea della “cugina” Skoda Superb, avrà un ciclo vita che culminerà abbastanza a ridosso del bando alla vendita delle endotermiche (previsto nel 2035). La nuova Passat station wagon punterà su una gamma motori largamente elettrificata: ai benzina e diesel mild hybrid si affiancheranno infatti versioni plug-in con autonomie in elettrico comprese tra i 70 e i 100 km, fondamentali per un modello fortemente indirizzato al mercato delle flotte aziendali. Il cui rimpiazzo sarà il modello di serie derivato dalla concept elettrica ID Space Vizzion.




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