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Perché lei: Volkswagen Golf 2.0 TDI Dsg Style

Una storia lunga quasi 50 anni, quella della Volkswagen Golf. Una scelta ancora oggi solida, rassicurante e razionale come poche altre. La generazione numero 8 evolve il concetto originario senza snaturarsi: evoluzione, più che rivoluzione, soprattutto da fuori. Dentro, invece, è il trionfo della multimedialità. Fruibile, dopo un breve periodo di studio. Nel Perché lei di oggi ci concentriamo su una versione destinata a chi, per lavoro o per piacere, macina molti chilometri all'anno: la Golf 2.0 TDI Dsg Style.

Confort e abitabilità. Si viaggia bene, sulla Golf. Non soltanto per l'insonorizzazione, curata, ma anche per la risposta delle sospensioni (sulle versioni più potenti, come questa da 150 CV, il retrotreno è di tipo Multilink) che non s'irrigidiscono mai in modo davvero fastidioso, neppure dietro. Chi siede sul divano ha a disposizione una buona quantità di spazio, sia per le ginocchia (una trentina di centimetri, in media) sia per la testa. In quattro si sta comodi, in cinque un po' stretti. Niente male nemmeno la capacità del vano bagagli: il Centro prove ha misurato 378 litri. Ben sfruttabili, grazie alla forma quasi perfettamente squadrata e regolare. Della partita anche la botola per gli oggetti lunghi, comodissima per gli sci.

Infotainment. Chi scende da una 7 dovrà prendere un po' le misure alla nuova multimedialità. I tasti fisici (tranne quattro a sfioramento che fungono da scorciatoia e la banda nera sotto lo schermo, per alzare o abbassare il volume e modificare la temperatura) sono scomparsi: si gestisce tutto dal touch, oppure con la voce. Nell'allestimento Style, di serie c'è la radio Ready 2 Discover, che offre comunque la connettività Android Auto ed Apple CarPlay (wireless su entrambi). Chi vuole qualcosa in più può scegliere il navigatore Discover media (825 euro), che aggiunge display touch da 10,3” e comandi gestuali. A 1.190 euro c'è poi il Discover Pro: in più, la possibilità di visualizzare la mappa contemporaneamente sia sul pannello della strumentazione sia sul monitor centrale e i comandi vocali in grado di comprendere frasi naturali. Per gli audiofili, ecco l'impianto hi-fi premium Harman Kardon con 10 altoparlanti (725 euro).

Stile e sicurezza. L'allestimento Style ha tutto ciò che serve anche se, come da tedesca tradizione, le possibilità di cucirsi la propria Golf su misura non mancano. Varrebbe la pena aggiungere, oltre alla telecamera posteriore (340), il pacchetto mirror con side assist (655 euro) per la guida assistita di livello 2, i fari a matrice di Led (1.035) e gli airbag laterali posteriori (395). Dieci i colori esterni disponibili, quattro i cerchi: di serie sono da 17 pollici, ma si può scegliere anche fra un paio di alternative da 18".

Dinamica di guida e consumi. L'efficienza è il punto forte del 2.0 TDI da 150 cavalli con cambio Dsg a sette rapporti: in media, il Centro prove ha rilevato una percorrenza di 21,3 km/litro, per un'autonomia con un pieno pari a ben 1.067 chilometri. Tutto benissimo anche in città (19,7), statale (ben 24,6 km/litro) e autostrada, dove si fanno quasi 21 chilometri con un litro di gasolio. Su strada è neutra, prevedibile, facile: proprio un bel golfino, che va bene sempre e su tutti i percorsi. Ecco, se siete fra quelli che mettono sopra tutto il piacere di stringere un volante fra le mani, resterete a bocca asciutta: si guida bene, la Golf, ma non stuzzica le corde dell'emozione. Comunque, il telaio è sano e l'elettronica è ben tarata: nelle manovre d'emergenza non c'è da preoccuparsi.

Modalità di acquisto. La casa di Wolfsburg mette a disposizione contratti di noleggio dedicati, con chilometraggi da 45.000 o 60.000 km e durata da 36 o 48 mesi. Previsti anche il classico finanziamento (Progetto Valore) con cifre a partire da 249 euro al mese e offerte sui piani di manutenzione (4 anni, 120.000 km o 6 anni e 180.000 km).

PRO
- Consumo. Beve sempre poco, in tutte le condizioni d'uso
- Confort. Abitacolo silenzioso e sospensioni piuttosto morbide

CONTRO
- Freni. Va un po' lunga nelle frenate sui fondi ad aderenza differenziata
- Finitura. Rispetto alla generazione precedente, c'è qualche economia nei dettagli




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