Una delle caratteristiche distintive della Skoda è la grande praticità dei suoi modelli, pieni di soluzioni intelligenti (o “simply clever”, come dicono loro) e pensate per l'uso di tutti i giorni. Questo non ha impedito alla Casa boema di realizzare modelli dallo spirito, per così dire, più “leggero”, come il pick-up Skoda Felicia Fun, prodotto dal 1994 al 2001 dopo l'interesse suscitato dalle concept Favorit 781 Tremp and Favorit Fun. Un'auto che lo stesso costruttore definisce “da spiaggia”, ma non privo di idee originali, dal roll bar integrato nel frontale all'abitacolo modulare, che permetteva di ricavare due posti di fortuna facendo scorrere lungo il cassone il pannello dietro i sedili anteriori.
A metà tra passato e futuro. Come già visto con altri modelli, il designer della Skoda Julien Petitseigneur ha provato a interpretare questo modello in chiave moderna, presentando la concept virtuale Felicia Fun, il cui design si ispira alla Vision 7S. I richiami con il pick-up originale sono evidenti, come il caratteristico colore giallo della carrozzeria, i dettagli viola che richiamano il logo e il grande “maniglione” sul portello posteriore. Più moderni sono invece la Tech Deck Face con i fari a led dalla firma luminosa a T (riprese anche dietro), così come le vistose protezioni scure per carrozzeria.
Come un videogame. All'interno l'abitacolo spartano della Felicia originale ha lasciato il posto a un display a tutta larghezza, che fornisce informazioni al conducente e al passeggero, con una grafica che ricorda i videogame degli anni Ottanta. I sedili hanno tradizionali rivestimenti gialli e non quelli neri con le piccole rane dei tessuti originali. Purtroppo, nella concept non sono presenti neppure i sedili posteriori a scomparsa. Quest'auto, come le altre di questa serie, è destinata a rimanere un semplice esercizio di stile: la Casa ribadisce che “non rappresenta alcuna ipotesi per modelli futuri”.
C'è anche lo zampino dell'AI. Il designer ha ammesso di aver chiesto aiuto all'intelligenza artificiale, almeno nelle fasi iniziali del progetto. “Ho colto l'occasione di sperimentare con questi strumenti”, racconta Julien. “Ho fatto un po' di ricerche e ho provato diversi prompt con la AI per realizzare i primi concept che ricreassero lo spirito dell'auto originale, e questo mi ha permesso di esplorare rapidamente le possibili direzioni in cui muovermi”. Il resto del lavoro è stato comunque portato a termine in maniera tradizionale: “i risultati dell'AI sono sempre molto grezzi”, spiega il designer, “più che altro dei bozzetti, a cui ho poi applicato il mio stile personale”.